Investitori affamati di oro: avvio 2019, mai così bene da tre anni!

Investitori affamati di oro: avvio 2019, mai così bene da tre anni!

Avvio d’anno scintillante per il mercato dell’oro, che nel mese di gennaio ha visto le quotazioni salire del 3,5% (oggi i prezzi si aggirano 1.313,46 dollari l’oncia). Un inizio anno così performante per il metallo giallo non si vedeva dal 2016. Nel primo semestre di quell’anno l’oro registrò una performance di circa il 30%.
A cosa è dovuta questa crescita dell’oro? Secondo Confinvest, realtà storica e riferimento del mercato italiano dell’oro fisico con sede a Milano in Piazza degli Affari, i fattori che stanno spingendo in alto la domanda sono molteplici. Prima fra tutti va evidenziata la funzione di asset monetario e riserva strategica delle principali Banche Centrali del Mondo, in particolare ad Est, sembra stia ritornando a dettare i driver di crescita dei prezzi.
“Le banche centrali hanno aumentato le proprie riserve di 651,5 tonnellate nel 2018. Il secondo aumento totale annuo più alto mai registrato nella storia moderna. Gli acquisti netti delle Banche Centrali sono balzati ai massimi dalla fine della convertibilità del dollaro USA in oro nel 1971, dettata da Nixon per finanziare le spese in deficit. Questo dato è importantissimo. L’oro sta ritornando a ricoprire un ruolo fondamentale come asset monetario” si legge in una nota Confinvest.
A conferma della fame crescente sul mercato dell’oro, l’istituzione internazionale più importante nel settore, il World Gold Council, ha evidenziato inoltre che, nell’ultimo trimestre 2018, gli asset under management (AUM) degli ETF in Europa continuano ad infrangere i massimi storici dalla loro introduzione: a dicembre 2018 il totale della massa gestita in oro dagli ETF Europei è di circa 
1.100 tonnellate di Oro.
“Il ritorno dell’oro nei portafogli degli investitori e negli asset delle Banche Centrali racchiude un potenziale enorme per il suo apprezzamento. La capitalizzazione di mercato attuale dell’oro rispetto alla base monetaria mondiale è di circa un 8%. Nel 1971, prima della fine della convertibilità del Dollaro in Oro era del 70%. Un ritorno dell’oro alla sua naturale funzione di asset monetario è un dato fondamentale che ogni analista dovrebbe avere ben presente nell’elaborazione delle analisi di prezzo” ha confermato l’amministratore delegato di Confinvest F.L., , Giacomo Andreoli.

Wall Street Italia
5 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa 

admin

1 commento finora

A WordPress Commenter Scritto il2:25 pm - Feb 25, 2019

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